Mario vive da solo. I figli lontani gli telefonano ogni tanto. Quando sente quelle voci ripensa ai loro volti, li rivede bambini. E quegli occhi non li ricorda poi così azzurri.
Mario scende presto ogni mattina e si ferma al panificio; due rosette, non troppo grosse mi raccomando, dice mentre la fornaia russa tira fuori da sotto il banco il suo sacchetto già pronto. E tutta la mattina si concentra in quel momento, quando lei lo serve e sorridendo gli dà il resto.
Chissà come sarebbe stato vivere in Russia. Chissà se anche a Maria sarebbe piaciuto stare là.
Poi, sorpreso dal suo stesso pensiero, quasi indispettito esce nella nebbia. Rade biciclette lo schivano. Nessun tandem.
Hai sforato di 16, normalizzato la situazione e introdotto la variante russa alla “Dottor Zivago” …
Ti confesso che non sapevo cosa fosse il/la drabble. Mi era venuto in mente che potesse essere un qualche tipo o marca di tandem e non ho scioccamente googlato. In effetti vedendo la lunghezza simile dei tuoi due racconti mi era venuto il dubbio ci fosse qualche legame sulla lunghezza, ma anche qui non ho fatto il conteggio parole.
In questo periodo di vacche magre ognuno si autoimpone i limiti che preferisce no? Chi coi dialoghi chi con la lunghezza.
ma poi scusa, se fai due drabble da 100 con lo stesso argomento, cioè uno è la continuazione dell’altro, non è un po’ come barare ?? tanto valeva fare un racconto da 200, e non sarebbe più stato un drabble. eheh
secondo me sono due racconti distinti … potresti leggere solo il primo e rimanere comunque soddisfatto dello spaccato di vita banale che ti offro.
il secondo (strumentale al primo) serve a dimostrare quanto marcio nasconde l’apparenza.
tu invece cerchi di portare tutti (lettori compresi) in campeggio a camp david per la proiezione del “dottor zivago” … bleah! … se io fossi quello che ha scolpito il david tu saresti la regina vittoria che gli ha fatto mettere una foglia di fico sul cazzo
non si fa … eh no … non si fa
potresi risponderti che il terzo (strumentale ai primi due) serve a dimostrare come cambiano le cose quando si invecchia.